Musei...da mangiare!
Musei...da mangiare! In Emilia Romagna

In Emilia Romagna, terra dai mille sapori e dal ricco retaggio enogastronomico, i prodotti tipici entrano al museo, o meglio si "fanno museo", raccontandosi al visitatore e svelando la propria storia, i complessi ed affascinanti procedimenti produttivi e le tante curiosità. Sono 19 i musei del gusto dell’Emilia Romagna (www.museidelgusto.it), alcuni dei quali celebrano prodotti famosi come: il Prosciutto di Parma, il Salame di Felino, il Parmigiano Reggiano.
Uno spazio di oltre 500 metri quadrati nell'ex Foro Boario di Langhirano, eretto nel 1928, ospita il Museo del Prosciutto di Parma, a pochi chilometri da quella terra, stretta tra il Po e l'Appennino, dove la macellazione e lavorazione delle carni suine è praticata sin da epoca pre-romana e dove la nebbia densa e umida permette una perfetta stagionatura. Otto sezioni invitano ad un affascinante viaggio nel mondo del celebre insaccato, dalle razze suine destinate ai salumi tra l’antichità e i giorni nostri al fondamentale ruolo del sale e della salatura, passando per la norcineria tradizionale e l’evoluzione delle tecniche e degli spazi nella lavorazione del prosciutto. E se dopo la visita si vuole passare ad una conoscenza più "approfondita", niente di meglio di una sosta al primo Prosciutto Bar d'Italia (ospitato nel centro commerciale Euro Torri di Parma), che propone menù esclusivamente a base di prosciutto, culatello e frutta, accompagnati da pane cotto in forno a legna, con una carta delle acque e vini creati appositamente.
Un perfetto "mosaico" di carni suine magre e grasse, bianche e rosa, arricchito di poco sale, qualche grano di pepe nero, vino e ingredienti di concia dà vita ad uno dei prodotti della tavola più antichi del parmense, il Salame di Felino. A raccontarne la storia è il Museo del Salame Felino ospitato nell'omonimo Castello a Felino. Il percorso di visita si articola in cinque tappe, iniziando dalle testimonianze storiche sul rapporto tra Felino e la lavorazione del maiale (risalente all’età del Bronzo) e passando per l’impiego gastronomico del salame a Parma, la produzione casalinga del gustoso insaccato, gli strumenti di lavoro dei norcini di una volta, per finire con la tecnologia di produzione del passato e attuale e la carta d'identità del prodotto. Non mancano le curiosità: la tradizione vuole che il salame di Felino venga affettato con un taglio inclinato di 60 gradi rispetto all'asse dello stesso; ciò è per evidenziare la grana e per evitare, in caso il salame venga consumato fresco, la possibile sbriciolatura della fetta. Nello spessore della fetta deve "stare" esattamente un grano di pepe nero.
Anche il Parmigiano, il formaggio italiano più imitato al mondo, ha il suo "Louvre". È il Museo del Parmigiano Reggiano e si trova a Soragna, nel parmense. Un singolare edificio ottocentesco a pianta circolare, arredato come un caseificio dei primi del '900, "racconta" la trasformazione del latte in formaggio e il paziente ed accurato percorso di stagionatura da cui a sua volta nasce il Re dei formaggi, di cui si aveva già notizia in epoca romana e che vanta il marchio di Denominazione di Origine Protetta (DOP) della Comunità Europea. L'itinerario conoscitivo si snoda attraverso video, immagini d'archivio, l'esposizione di preziosi strumenti del passato ormai "estinti" e la ricostruzione di alcuni ambienti lavorativi, come la camera del latte e il salatoio interrato. Anche qui non mancano le curiosità, come la prima sequenza fotografica completa della lavorazione del Parmigiano Reggiano, effettuata nell’estate del 1944 da un corrispondente di guerra tedesco in un caseificio nel parmigiano.
Dal Parmigiano Reggiano all'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, "nettare" che con poche gocce impreziosisce di sapore le candide scaglie di formaggio. La Villa Comunale Fabriani di Spilamberto ospita il Museo del Balsamico Tradizionale, attraverso le cui sale si va alla scoperta di uno dei prodotti tipici più celebri del modenese, le cui prime testimonianze risalgono all’anno 1046. Il visitatore scopre come il mosto d'uva cotto trascorra, invecchiando, da 12 ad oltre 25 anni dentro serie di botticelle denominate "batterie", prima di diventare Aceto Balsamico Tradizionale. Il procedimento dell'invecchiamento prevede il passaggio del mosto dentro botticelle in legni di rovere, castagno, gelso, ciliegio, frassino e ginepro, ognuno dei quali cede un particolare aroma all'aceto. Nel museo, oltre ad una sala degli strumenti e delle tecniche di assaggio, si può ammirare una vera e propria acetaia, nonché ripercorrere, attraverso insegne, pubblicazioni e riconoscimenti, la storia della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.
Di condimento in condimento, anche all'"oro bianco" di Cervia, il sale "dolce" (perché povero di potassio, sale amarognolo) è stato dedicato un museo. Ospitato nel seicentesco Magazzino del Sale, il Museo del Sale di Cervia, oltre ad illustrare tutte le caratteristiche organolettiche di questo condimento unico (Il sale integrale cervese mantiene le caratteristiche originarie del sale marino grezzo e non contiene additivi o antiagglomeranti) raccoglie anche gli antichi attrezzi utilizzati per il lavoro nelle saline fino al 1959, anno in cui la meccanizzazione sostituì l’antico procedimento di produzione del sale a "raccolta multipla" che risale a 2500 anni fa. Sono esposte anche diverse sculture naturali create da fenomeni di cristallizzazione salina.
Tanti gioielli gastronomici quindi, il cui sapore si arricchisce e completa con quello dei vini emiliano romagnoli, dai rossi più vivaci ai quelli più corposi, passando per i bianchi profumati e leggeri e gli intriganti passiti. Vera e propria "biblioteca enologica" emiliano romagnola, l'Enoteca Regionale di Dozza (www.enotecaemiliaromagna.it), fondata del 1970, ospita, nella sua cantina di 1.000 mq, più di 800 etichette selezionate periodicamente, che espone assieme ad aceto balsamico, distillati e olio extravergine d’oliva, tutti rigorosamente "made in Emilia Romagna". Oltre ad acquistare i vini in esposizione, nel wine bar dell’enoteca è possibile anche degustarli sotto la sapiente guida di esperti sommelier.



